Deducibilità  Auto 

IL NOLEGGIO E LA DETRAIBILITÀ DELL’IVA PER LE AUTOVETTURE

L’acquisizione di un’autovettura per la generalità dei contribuenti che svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo è soggetta a limiti di deducibilità. Questo avviene sia per l’acquisto diretto, sia per noleggio o leasing; ai fini IVA la detrazione è limitata se l’autoveicolo non è "definito" strumentale. 

La detrazione IVA - L'Iva addebitata per il sostenimento di spese inerenti gli autoveicoli è detraibile integralmente, quindi, al 100% alternativamente: 
  1. se l'autoveicolo costituisce oggetto dell'attività propria della società;
  2. per le società che svolgono attività di agente o rappresentante di commercio.

Con riferimento al primo punto, da prassi consolidata e dottrina prevalente, l'autoveicolo costituisce oggetto dell'attività quando questo caratterizza l'attività svolta (commercio, lavorazione, noleggio, locazione ecc. di autoveicoli). Pertanto, a titolo di esempio, una società di noleggio auto potrà detrarre integralmente l'Iva relativa alle spese inerenti l'autoveicolo mentre una società che vende prodotti software e che si avvalga di autovetture per lo spostamento dei propri dipendenti presso i clienti, non potrà detrarre integralmente l'Iva inerente le auto impiegate. 

Condizione necessaria per la detrazione integrale dell'Iva è l'utilizzo esclusivo dell'autovettura da parte della società. È equiparato all'utilizzo esclusivo e, quindi, da diritto alla detrazione totale dell'Iva, anche l'utilizzo dell'autoveicolo da parte del dipendente per fini personali qualora allo stesso la società addebiti un corrispettivo per l'utilizzo privato. La ragione di questa equiparazione risiede nel fatto che l'addebito con fattura del corrispettivo al dipendente è soggetto a sua volta ad Iva. 

Il corrispettivo è da determinarsi con le stesse regole previste per la quantificazione del fringe benefits ai fini dell'Ires. Pertanto, la base imponibile del corrispettivo è pari al 30% dell'ammontare corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 Km calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio dell'autoveicolo così come desumibile dalle tabelle Aci al netto dell'Iva. In altre parole, il corrispettivo lordo Iva addebitato al dipendente è quello desumibile sulla base delle tabelle Aci calcolato con le regole appena descritte. 

In mancanza di addebito al dipendente di un corrispettivo specifico, l'Iva non sarà interamente detraibile fatta salva la sussistenza di una delle condizioni di cui ai punti 1. e 2. 
Nel caso in cui l'impiego dell'autovettura non soddisfi una delle condizioni sopra indicate, l'Iva relativa all'impiego del bene è ammessa in detrazione nella misura ridotta del 40% sul costo complessivo dell’automezzo. 
Questa limitazione nella detrazione non è soggetta a deroghe. 

Non è consentito, cioè, detrarre l'Iva relativa alle auto in misura differente da quella indicata dal legislatore non essendo ammesso alcun elemento di prova atto a giustificare, eventualmente, un impiego dell'autovettura a fini aziendali superiore al 40% con, quindi, la teorica possibilità di detrarre in tale misura la relativa imposta. Questo vincolo opera anche per l'Amministrazione finanziaria la quale non potrà applicare una percentuale di detrazione dell'Iva inferiore a quella del 40% fissata dal legislatore. 

Con riferimento agli agenti di commercio qualora quest’ultimo possegga un’auto per uso aziendale e un’altra per uso familiare, non si riscontra alcun ostacolo alla totale detrazione dell’Iva, a condizione che l’auto ad uso aziendale sia utilizzata effettivamente in modo esclusivo nell’attività. Più difficile è l’ipotesi in cui l’agente di commercio ha nella propria disponibilità una sola autovettura: in tal caso l’agente potrebbe individuare una quota di utilizzo riferita alla sfera personale e quindi da considerate indetraibile. 

L’autovettura a noleggio: deducibilità del costo - Un’altra forma di acquisto di un autoveicolo da destinare ad uso aziendale da parte di un’impresa è il noleggio, contratto non traslativo della proprietà. 
Come per la locazione finanziaria, la mancata proprietà ostacola all'impresa la possibilità di iscrivere il bene tra le voci dell'attivo dello stato patrimoniale e, di conseguenza, di poter calcolare e dedurre le quote di ammortamento. 

La caratteristica che differenzia il contratto di noleggio di lungo termine da quello di locazione finanziaria (leasing) è costituita: 
  • dal presupposto che anche per il contratto di noleggio è previsto un limite massimo all'importo deducibile per ciascun esercizio;
  • non è previsto alcun limite per quanto riguarda la durata minima del contratto.

La deducibilità del noleggio - In caso di locazione o di noleggio, i suddetti limiti cambiano e, in particolare, il costo massimo a cui commisurare l’aliquota del 20% per il calcolo del canone è pari a: 
  • euro 3.615,20 per le autovetture e gli autocaravan;
  • euro 774,69 per i motocicli;
  • euro 413,17 per i ciclomotori.

Un aspetto da tenere in considerazione è quello relativo al ragguaglio del limite massimo di canone all'effettiva durata del contratto di noleggio. Tale limiti è calcolato in base ad un contratto di noleggio che copra l'intero esercizio, motivo per cui in presenza di contratti di durata inferiore, è necessario inizialmente procedere alla rideterminazione dell'importo massimo deducibile. 

Oltre ai contratti tipici di locazione di veicoli, negli ultimi anni si è imposto sempre con maggiore frequenza, in campo aziendale, il ricorso alla formula negoziale del noleggio full service. 
Il contratto full service è un contratto misto che prevede, oltre alla locazione, la fornitura di una serie di servizi che vengono prestati con riferimento alla gestione del veicolo locato. 

Tra i vantaggi di natura aziendale che possono essere associati a tale tipologia contrattuale si evidenzia la possibilità di risparmiare sui costi amministrativi, quali quelli connessi, ad esempio, alle pratiche per incidenti stradali; le spese, tuttavia, seguono la deducibilità/indeducibilità indicata in precedenza. 

Noleggio per agenti e rappresentanti - In base a quanto previsto dall’art. 164, del DPR 917/86, i costi relativi al noleggio dei veicoli da parte dell’agente e rappresentante di commercio sono deducibili nella misura dell’80%. 
Per quanto riguarda il tetto di spesa massimo questo è pari a: euro 3.615,20 fino al 31.12.2016 ma è stato aumentato a euro 5.164,57 dal 1.1.2017. 

La legge di Stabilità 2017 ha voluto estendere anche al noleggio il trattamento di favore che gli agenti hanno sull’acquisto delle autovetture. Per la loro acquisizione, infatti, il limite fiscale per gli agenti e i rappresentanti è di 25.822,84 euro (su cui calcolare l’80%), proprio il 43% in più rispetto al limite previsto per le altre imprese (18.075,99 euro, su cui calcolare il 20%).
Autore: Redazione Fiscal Focus

Nel caso in cui un’impresa decida di concedere in uso ad un dipendente un’autovettura aziendale, si possono presentare tre diverse fattispecie di utilizzo, con diverse conseguenze dal punto di vista della rilevanza fiscale dei relativi costi:

  • utilizzo esclusivamente personale: è il caso poco frequente di un veicolo aziendale attribuito al dipendente per utilizzo esclusivamente personale/familiare. In tal caso per il dipendente costituisce un compenso in natura determinato in base al valore normale (articolo 9 Tuir), per l’impresa la deduzione dei costi è limitata a detto fringe benefit;
  • utilizzo esclusivamente aziendale: in questo caso l’autovettura è soggetta alla ordinarie restrizioni fiscali previste per le auto aziendali; in altre parole i costi sono deducibili con i limiti previsti dalla lett. b) del comma 1, dell’articolo 164, Tuir (20% con limiti al costo fiscalmente riconosciuto);
  • utilizzo promiscuo: in caso di attribuzione, da parte del datore di lavoro, di un veicolo al dipendente per uso sia ai fini aziendali che ai fini personali, è disciplinato dal comma 1, lett. b-bis), dell’articolo 164 Tuir, che stabilisce che i relativi costi siano deducibili nella misura del 70%.

La condizione per questa deducibilità “maggiorata” (70%) rispetto ai veicoli aziendali (20%) è tuttavia subordinata al fatto che l’utilizzo promiscuo dell’autovettura da parte del dipendente avvenga per la maggior parte del periodo d’imposta, ovvero per la metà più uno dei giorni che compongono il periodo di imposta.

Se il periodo coincide con l’anno solare, la concessione in uso dovrà pertanto risultare per almeno 183 giorni: è importante sottolineare che non è necessario che tale utilizzo avvenga in modo continuativo, né che il veicolo sia utilizzato da parte dello stesso dipendente.

Importante precisazione è stata fornita dall’Agenzia delle entrate con la C.M. 188/E/1998, che ha affermato che le spese e gli altri componenti negativi relativi a un’autovettura acquistata da un’impresa nel corso del periodo d’imposta e successivamente data in uso promiscuo ai dipendenti sono deducibili nella misura fissata dall’articolo 164, comma 1, lettera b-bis), Tuir qualora il bene sia concesso in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo decorrente dal momento dell’acquisto fino al termine del periodo d’imposta, ovvero per la maggior parte del periodo decorrente dall’inizio dell’esercizio fino alla data della cessione del veicolo (maggior parte del periodo di possesso).

Pertanto, se l’auto è stata acquistata il 1° luglio 2015, beneficia della deduzione al 70%, qualora l’uso promiscuo duri almeno 93 giorni (sui 184 complessivi) anche non continuativi. Ad esempio, se l’uso promiscuo è avvenuto in relazione ai periodi 15 settembre – 15 ottobre e 1° novembre – 31 dicembre, è possibile fruire della deduzione al 70%, in quanto l’uso promiscuo si manifesta per più di 62 giorni, ancorché non consecutivi.

Non rileva nemmeno il fatto che il veicolo, in questi periodi, sia stato concesso in uso promiscuo a due diversi dipendenti.

Inoltre il periodo di imposta da prendere in considerazione non necessariamente deve coincidere con l’anno solare, ma al contrario va individuato nel periodo di imposta del datore di lavoro: l’utilizzo del dipendente deve essere quindi soddisfatto per la metà più uno dei giorni che formano il periodo di imposta del datore di lavoro.

Al fine di assicurarsi la maggior deduzione concessa in relazione ai veicoli in uso promiscuo al dipendente per la maggior parte del periodo d’imposta è necessario che tale utilizzo sia provato in base a idonea documentazione che ne attesti con certezza l’utilizzo, come ad esempio, una specifica clausola del contratto di lavoro del dipendente o un contratto con data certa da cui risulti l’assegnazione del veicolo, e che l’utilizzo dell’autovettura rientri tra le mansioni del lavoratore.

Se sono rispettate le condizioni previste, ai fini fiscali si determina:

  • in capo al dipendente, un fringe benefit tassato, determinato, in base all’articolo 51, comma 4, lett. a), Tuir, assumendo una misura percentuale (30%) dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri, calcolato sulla base del costo chilometrico stabilito dalle tabelle ACI, al netto di quanto eventualmente trattenuto.
  • in capo all’impresa, la possibilità di dedurre il 70%  dei costi relativi all’autovettura. Al contrario di quanto previsto in via generale dall’articolo 164 Tuir, dove la deducibilità del 20% del costo dell’autovettura è prevista nel limite di 18.075,99 euro,  per l’autovettura ad utilizzo promiscuo, la deducibilità del 70% dei costi sostenuti non è sottoposta ad alcun tetto massimo di deducibilità riferito al valore del veicolo.

 


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